Dal 2026 cambia il quadro fiscale per molte Associazioni di Promozione Sociale. Con l’entrata in vigore del regime forfettario previsto dall’articolo 86 del Codice del Terzo Settore, le APS che svolgono attività commerciali potranno contare su una disciplina più semplice e, in diversi casi, più vantaggiosa. La novità riguarda in particolare gli enti con ricavi commerciali contenuti. Il nuovo meccanismo consente infatti di determinare il reddito imponibile in modo forfettario, applicando al volume dei ricavi un coefficiente di redditività del 3%. In pratica, la base imponibile viene ridotta in modo significativo rispetto al regime ordinario.
A chi si applica
Il regime è destinato alle APS che, nell’anno precedente, non hanno superato 85.000 euro di ricavi commerciali. Si tratta di una soglia che individua gli enti di dimensioni più contenute, spesso impegnati in attività di promozione sociale, servizi, corsi, eventi e iniziative rivolte ai soci o al territorio. Restano esclusi dal perimetro le attività istituzionali, che continuano a seguire la loro disciplina propria. Il nuovo regime, infatti, interviene solo sulla componente commerciale dell’attività svolta dall’associazione.
Perché è importante
Il principale vantaggio è la semplificazione. Le APS che rientrano nel regime non devono più determinare il reddito in modo analitico, con la conseguente riduzione degli adempimenti contabili e amministrativi. Anche sul fronte IVA il quadro si alleggerisce: per le operazioni comprese nel regime non si applica normalmente l’imposta in fattura e vengono meno diversi obblighi periodici, pur restando alcuni adempimenti specifici nei casi previsti dalla normativa, come reverse charge e acquisti intra-UE.
Attenzione ai requisiti
Non si tratta però di un regime automatico e privo di condizioni. Le APS dovranno monitorare con attenzione il volume dei ricavi commerciali, perché il superamento della soglia comporta l’uscita dal regime agevolato. Per molte realtà associative, questo rende ancora più importante una gestione ordinata delle entrate, soprattutto quando l’ente organizza attività continuative o iniziative a pagamento. La valutazione dovrà essere fatta caso per caso, anche in base alla struttura dell’associazione e alla natura delle sue attività.
Un’opportunità per il Terzo Settore
L’articolo 86 rappresenta una delle innovazioni più significative per le APS nel nuovo assetto fiscale del Terzo Settore. Per gli enti che rispettano i requisiti, il regime forfettario può tradursi in meno burocrazia, maggiore chiarezza gestionale e una fiscalità più sostenibile.Per il mondo associativo si apre quindi una fase nuova, in cui la semplificazione fiscale potrebbe diventare uno strumento concreto per rafforzare l’attività sociale e organizzativa delle APS.

